Bio

Nasco curioso in una famiglia curiosa, da mamma giornalista di gossip e papà musicista, compositore di sigle per cartoni animati.
 Nonostante un’ottima educazione, diventare adulto tra feste mondane e concerti per bambini è un’impresa vana. Infatti sogno di fare il calciatore, il ballerino, il cantante, l’attore e la rockstar, ma vado a letto sempre troppo tardi (anche per una rockstar).

Mi iscrivo all’università (comunicazione), mi laureo e giro per il mondo. Non ho molti soldi da parte e faccio quello che capita: cameriere nei pub, babysitter per famiglie ricche, commesso di abbigliamento femminile, fotografo nei locali notturni, venditore porta a porta e contadino in una fattoria del Queensland.

Tornato in Italia ho la ferma intenzione di diventare il nuovo David Linch e passo 2 anni dietro a una telecamera riprendendo sfilate, concerti, operazioni chirurgiche, convegni politici, modelle in bikini, feste di Natale e Sante Messe.

Poi arriva il 2006: al cinema esce “Borat”, l’Italia è alle prese con gli scandali di Vallettopoli e Calciopoli, Putin reintroduce l’ora di religione nelle scuole in Russia, in Corea del Nord si testa la prima bomba atomica e Fidel Castro passa la presidenza di Cuba nelle mani del fratello Raul. Nel frattempo esplode l’allarme aviaria, Briatore e la Gregoraci sono la coppia dell’estate e io inizio la mia avventura in pubblicità.

Dopo qualche colloquio come aspirante art director, in cui scopro l’esistenza di  Photoshop e Illustrator, mi prendono in Grey come copywriter junior, mettendo subito in chiaro che “per lavorare in pubblicità saper scrivere bene è importante ma scrivere per la pubblicità è tutta un’altra cosa“: una settimana dopo esce la mia prima campagna per Moto Guzzi.
In quegli anni Grey è un ottimo ambiente per imparare, gestisce il colosso Procter&Gamble e 6 su 10 delle pubblicità che passano nelle nostre tivù, sono fatte lì dentro. In Grey imparo anche a scrivere i radio (la più grande soddisfazione per un copy e la mia specialità).

Nel 2008, in piena esplosione digitale, mi butto in prima linea in una web agency; nel 2009 volo a Los Angeles per frequentare un Master in Radio Copywriting; e a fine anno mi trasferisco a Londra. Qui l’incontro con DAD (poi Sapient Nitro) che nel 2011 mi riporta a Milano per dare vita a Sapient Italy e occuparmi della comunicazione di Sky. Dal 2015 sono freelance.

……

Fare il copywriter per me significa avere un legame forte con il quotidiano, sapere cosa c’è là fuori, quali sono le nostre abitudini, mode, manie. Capire le motivazioni profonde che ci portano a fare delle scelte, e stimolarle attraverso il linguaggio: emozionare, fare ridere, stupire.

Dicono che fare il copywriter sia un privilegio, un passatempo da intellettuali che giocano con le parole. Per chi lo fa di mestiere non è per niente un passatempo, ma un privilegio sì: produrre idee infatti è anche un antidoto all’insofferenza, all’inquietudine, alla futilità del vivere per dirla con Woody Allen.

Ma se le idee ci servono a dare un senso alla vita, non c’è niente come la vita che dà senso alle idee. Per questo, non ho mai smesso di andare a letto tardi.

In sintesi, ho lavorato con:

      • Sapient Nitro (2012 – 2015)
        Head of Copy
      • Sundance Advertising (2011 – 2012)
        Fondatore, Direttore Creativo, Copywriter
      • DAD London (2010 – 2011)
        Senior Copywriter
      • HComunicazione (2008 – 2011)
        Copywriter freelance
      • Mind Agency (2008 – 2009)
        Copywriter
      • Grey Worldwide (2006 – 2008)
        Copywriter

 

e scritto campagne per:


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